L’Unione europea è pronta a rafforzare la missione marittima “Aspides” nel Mar Rosso con ulteriori navi con l’obiettivo di proteggere la rotta commerciale da eventuali attacchi da parte dell’Iran e dei ribelli sciiti yemeniti del gruppo Ansar Allah (meglio noti come Houthi) a seguito della nuova crisi iniziata lo scorso 28 febbraio con l’operazione lanciata da Stati Uniti e Israele e che ha visto tra le vittime anche la guida suprema iraniana, Ali Khamenei.

“La nostra operazione navale ‘Aspides’ sta registrando un forte aumento delle richieste di protezione delle navi mercantili e la rafforzeremo con navi aggiuntive per migliorare la sicurezza marittima nella regione”, ha affermato Kallas parlando al termine della riunione in videoconferenza dei ministri degli Esteri dell’UE. “Continueremo a proteggere la sicurezza e gli interessi dell’UE”, ha aggiunto, precisando che a tal fine, l’Unione sta preparando ulteriori sanzioni contro l’Iran.

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha affermato di aver colpito delle petroliere nelle acque del Golfo e  di aver deciso di chiudere  lo Stretto di Hormuz, tagliando le esportazioni di energia del Golfo verso i mercati internazionali, compromettendo sia l’economia regionale che quella globale. Secondo il Centro per la sicurezza marittima dell’Oman, una petroliera è stata attaccata al largo della costa di Musandam, nello Stretto di Hormuz provocando quattro feriti tra i membri dell’equipaggio. Lunedì mattina i droni iraniani hanno colpito la raffineria saudita di Ras Tanura sulla costa orientale del Paese con una capacità di 550.000 barili di petrolio al giorno, costringendo la chiusura di una parte degli impianti.

Il Joint Maritime Information Center (JMIC) ha elevato la valutazione della minaccia marittima regionale a livello “critico” – vale a dire con un attacco ritenuto quasi inevitabile – dopo la conferma, nelle ultime 24 ore, di lanci di missili e proiettili contro diverse navi mercantili tra il Golfo di Oman e lo Stretto di Hormuz.

Parallelamente, l’UK Maritime Trade Operations (UKMTO) continua a descrivere l’area come altamente instabile, segnalando interferenze persistenti ai sistemi GNSS, AIS e VHF. L’organismo britannico precisa, inoltre, che le comunicazioni radio che parlano di una presunta “chiusura” dello Stretto non risultano verificate e non hanno valore giuridicamente vincolante.

Sul fronte statunitense, l’allerta marittima MARAD 2026-001A raccomanda alle unità commerciali di evitare la regione ove possibile, di mantenere una distanza minima di 30 miglia nautiche dalle navi militari americane e di restare in costante coordinamento con il Naval Cooperation and Guidance for Shipping (NCAGS), monitorando gli aggiornamenti diffusi da UKMTO e JMIC.

Anche gli Stati di bandiera hanno irrigidito le proprie disposizioni. L’Autorità marittima norvegese ha innalzato al livello MARSEC/ISPS 3 – il più alto previsto dal Codice ISPS – lo stato di sicurezza per le navi battenti bandiera norvegese operanti nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz e nel Golfo di Oman, segnalando il rischio probabile o imminente di un incidente di sicurezza e la necessità di misure protettive aggiuntive.

Le preoccupazioni non si limitano a Hormuz. Secondo quanto riportato da Lloyd’s List, la Marina statunitense ha istituito un’ampia zona di allerta marittima e non esclude possibili ritorsioni degli Houthi anche nel Mar Rosso e nell’area di Bab al-Mandab.

Lanciata il 19 febbraio 2024 per proteggere le navi portacontainer e le petroliere dagli attacchi delle milizie filo-iraniane Houthi nella regione, l’operazione EUNAVFOR Aspides può contare su un dispositivo variabile ma stabilmente composto da circa quattro unità navali maggiori – in prevalenza fregate multiruolo – impiegate a rotazione tra Mar Rosso, Golfo di Aden, Mare Arabico e fino allo Stretto di Hormuz, per un totale di circa 800 militari tra equipaggi e staff di comando. I principali contributori sono Grecia, Italia e Francia, affiancati da Germania, Belgio, Paesi Bassi e Svezia, che hanno fornito nel tempo navi, assetti di sorveglianza aerea e personale.

Il comando strategico dell’operazione è affidato alla Grecia, che fornisce la guida generale della missione. Il Force Commander operativo – ovvero l’ufficiale responsabile della conduzione delle unità schierate – è stato affidato a un ammiraglio italiano (Contrammiraglio Stefano Costantino) con sede operativa presso il quartier generale di Larissa, in Grecia.

, , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
Per approfondire
Latest Posts from Focus Europe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *